Team building aziendale a Milano: come sceglierlo perché lasci qualcosa al team

A Milano l’offerta di team building è enorme: cooking class, escape room, regate, cacce al tesoro in centro. Molte sono esperienze piacevoli. Il problema è che spesso, il lunedì successivo, il team torna esattamente com’era.

Un team building efficace non si misura da quanto ci si è divertiti, ma da cosa resta: relazioni più solide, un linguaggio comune, obiettivi più chiari. In questa guida vediamo come scegliere l’attività giusta, quali domande fare a chi la propone e quando ha senso un approccio come LEGO® SERIOUS PLAY®.

I quattro criteri per scegliere

1. Un obiettivo chiaro

Coesione, allineamento su un progetto, integrazione di nuovi colleghi, gestione di un cambiamento: ogni obiettivo richiede un’attività diversa. “Fare gruppo” non basta come brief.

2. Tutti partecipano davvero

Nelle attività competitive o fisiche emergono sempre gli stessi. Scegli un formato in cui anche i più riservati abbiano spazio, senza sentirsi esposti.

3. Un risultato da portare a casa

Principi guida, priorità condivise, accordi su come lavorare insieme: qualcosa di concreto che il team possa riprendere in mano nelle settimane successive.

4. Un facilitatore, non un animatore

Chi conduce deve saper progettare l’attività sul vostro obiettivo e gestire le dinamiche del gruppo, non solo far rispettare le regole di un gioco.

Perché alcuni team building lasciano il segno e altri no

La ricerca su memoria e apprendimento indica due condizioni perché un’esperienza si fissi a lungo termine: deve collegarsi a ciò che già conosciamo e deve coinvolgerci emotivamente. Un’attività divertente ma scollegata dal lavoro soddisfa la seconda condizione e manca la prima: ci si diverte, ma il legame con la vita del team è debole.

Conta anche il clima. Secondo il modello SCARF del neuroscienziato David Rock, il cervello reagisce come a una minaccia quando sente in gioco status, certezza, autonomia, relazioni o equità. Un’attività in cui qualcuno si sente giudicato o messo in ombra produce l’effetto opposto a quello cercato. Abbiamo approfondito questi meccanismi in Cos’è il LEGO® SERIOUS PLAY® e come funziona un workshop.

Team building tradizionale e LEGO® SERIOUS PLAY® a confronto

Attività ricreativa

  • Obiettivo principale: svago e socialità.
  • Partecipazione spesso sbilanciata verso i più estroversi o i più sportivi.
  • Il legame con il lavoro quotidiano resta implicito.
  • Ottima per celebrare, meno per allineare.

Workshop LEGO® SERIOUS PLAY®

  • Obiettivo progettato su misura: coesione, vision, principi guida.
  • Tutti costruiscono e tutti parlano, con lo stesso spazio.
  • I modelli parlano del vostro team e del vostro lavoro.
  • Si chiude con output concreti e fotografati, da riprendere nel tempo.

Le due cose non si escludono: un workshop al mattino e un’attività conviviale nel pomeriggio sono una combinazione che funziona molto bene.

Due esempi reali

Un grande evento. Alla Conferenza Nazionale di BNI Italia circa cento executive e area director hanno vissuto un’attività di team building basata sul gioco serio, co-condotta con UPAYA. La parola chiave della giornata è stata “insieme”: ridere, impegnarsi e collaborare nella stessa esperienza, consolidando legami tra persone che lavorano in città diverse.

Un reparto vendite. Con il team commerciale di Tec Italia il workshop ha lavorato su obiettivi e prospettive comuni. Il risultato, nelle parole dei partecipanti: più chiarezza negli obiettivi, più connessione tra le persone, più energia per affrontare le sfide future.

Per formati, durate e modalità, vedi la pagina dedicata al team building aziendale a Milano.

Samuele Granata, facilitatore certificato LEGO Serious Play

Scritto da

Samuele Granata

Facilitatore certificato LEGO® SERIOUS PLAY® e fondatore di IPPOPO. Con oltre 10 anni di esperienza nel settore IT, progetta workshop e giochi di team building per aziende, eventi e scuole a Milano e in Lombardia. Chi sono →